Dopo “Il cacciatore di Aquiloni” Khaled Hosseini ci ha regalato un altro capolavoro. Si tratta di “Mille splendidi soli“, ambientato come la sua prima opera in Afghanistan, di cui il romanzo segue le tormentate vicende storiche.
Questa volta si tratta della storia di due donne: Mariam e Laila. Le separano alcuni anni di età e la seconda entrerà in scena dopo. Prima assistiamo alle vicende di mariam, figlia di un uomo ricco, ma di una madre non degna di essere presa in sposa e per questo motivo di vergogna anche lei, costretta a crescere insieme alla madre lontano da tutto e da tutti.
Maruam è animata da un forte desiderio di partecipare dell’affetto del padre e proprio questo segnerà la sua vita per sempre. Dopo la morte della madre, il padre di mariam non si rivela capace di mostrarle il suo amore e la dà in sposa ad uomo più grande di lei, che la porta a vivere a Kabul.
A Kabul nasce Laila, che a causa della guerra perde tutto: la sua casa, i suoi genitori e Tariq, l’amico con il quale è cresciuta e di cui è innamorata. Ma il destino delle due donne vuole che si incontrino, che diventino l’esempio della sopportazione, accomunate da un unico marito, che con la sua violenza le vedrà alleate, per battersi contro di lui, conntro la sofferenza, contro la guerra, contro le angherie subite.
Quello che colpisce di questo libro sono i due personaggi protagonisti, due donne apperentemente molto diverse anche nel loro modi di rappresentare la condizione femminile e invece così vicine poi nel vivere una situazione di sottomissione, di nascondimento sotto quel burqa, che nasconde il loro corpo, ma anche la loro anima e che spesso diventa anche una protezione dagli orrori che ci sono intorno a loro.
Un libro complesso, dalla trama avvicente, che ci fa stare sempre col fiato sospeso e con la voglia di andare di capitolo in capitolo per seguire gli sviluppi della vicenda. Un libro che diventa occasione per immergersi nel dolore di tante donne che vivono condizioni inimmaginabili, di violenza fisica e psicologica.
Un libro che ci insegna che la guerra e la sofferenza collettiva possono essere evitate, perchè dipendono dalla volontà politica e umana degli individui. “Mille splendidi soli” ci fa sentire più vicini ad una realtà che di solito ci sembra molto lontana dalla nostra e ci fa comprendere come l’amore e l’amicizia sono gli strumenti che l’uomo ha in mano per tentare la sua salvezza.


Oggi è difficile non solo ritrovare, ma anche percepire la partecipazione emotiva con la quale venivano vissute alcune tradizioni, che fino a circa quaranta o cinquanta anni fa costituivano una parte [...]
La festa di San Giovanni Battista, che cade il 24 Giugno, è caratterizzata da diverse credenze ed usanze, le quali si ispirano a varie ed arcaiche tradizioni. In Abruzzo e in Molise si racconta che le [...]
#1 di mattì il 23 aprile 2010 - 14:50
mi servirebbe il riassunto di mille splendidi soli i capitoli 12 e 13