Comunicare in un blog: il diario collettivo


diario-02Una volta c’era il diario segreto, che gli adolescenti tenevano ben nascosto nella loro stanza, lontano dalla portata di genitori o fratelli invadenti. Ora c’è il blog. Le tematiche trattate sono in entrambi i casi le stesse: conflitti interiori, sofferenze e gioie d’amore, rapporti con gli amici, dissensi con i genitori. Quello che è cambiato è la forma di comunicazione, non più chiusa, ermetica si potrebbe dire o concentrata verso l’interiorità, ma aperta verso l’esterno.

Il tradizionale dialogo con se stessi viene sostituito da un dialogo condiviso, le esperienze raccontate diventano partecipate, il diario diventa collettivo. E’ come se i ragazzi (ma anche gli adulti) sentissero un bisogno insopprimibile di raccontare parti di sè, che non occore più proteggere da interessi inopportuni, ma che diventano significative proprio per questo loro essere proposte ad un vasto pubblico di utenti.

La dimensione del segreto perde il suo significato di rielaborazione interiore a vantaggio del noto a tutti. I pensieri, le idee, le emozioni entrano in una dimensione interattiva. In realtà non è neppure detto che il proprio bagaglio interiore venga riproposto sui blog così come esso nasce nella sua forma originaria.

Il fatto che venga scritto per essere letto è già un fatto che può portare a forme consapevoli o inconsce di censure, mistificazioni, razionalizzazioni, spostamenti che trasformano le esperienze interiori e le adattano meglio all’immagine di sè che ognuno vuole proporre agli altri e a se stesso.

Nel diario collettivo del blog siamo autori e correttori di noi stessi e del nostro vissuto. Viviamo in un’epoca in cui gli spazi riservati stanno a poco a poco perdendo il loro intrinseco valore, lasciando spazio all’affermazione di una “piazza”, in cui ci relazioniamo agli altri, per comunicare tutto o forse per non comunicare niente allo stesso tempo. Una comunicazione che si avvolge su stessa e si disperde in un caos di frammenti comunicativi.

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  1. #1 di marcillotta's il 3 maggio 2009 - 00:08

    Io ho vissuto la mia adolscenza con la mia inseparabile smemoranda 16 mesi. Diventava grossa così una volta vissuta, scritta, disegnata. Ognuno dei miei amici scriveva nella Smemoranda dell’altro. Ora appunto ci si scambiano messaggi e commenti nei blog: io scrivo da te, tu scrivi da me, il network cresce…. ancora patemi, sfoghi, amori che nascono, amori che finiscono, separazioni, satira politica, foto delle vacanze, un tempo si scrivevano testi delle canoni preferite, vi ricordate? oggi si postano direttamente i video di you tube…
    Questa voglia di comunicare, di incrociare vite e racconti, negli anni ancora non mi ha mai abbandona…

  2. #2 di Giorgio il 3 maggio 2009 - 13:46

    Hai ragione. Tutti noi abbiamo utilizzato il diario, che era un potente strumento di comunicazione e ci permetteva di entrare nelle vite degli altri, così come permetteva agli altri di entrare nelle nostre. Il blog oggi sembra avere la stessa funzione, ma il tutto è spostato in una dimensione più grande, che abbraccia anche persone sconosciute. Indubbiamente questa è un’innovazione, ma secondo me si è persa una parte importante della veste che accompagnava questa interazione. Ma non è soltanto una questione interiore. Basti pensare ai testi delle canzoni: senza nulla togliere ai video di YouTube, trascrivere un testo sulla carta era un gesto molto più denso di significati.

(non verrà pubblicata)