Archivio per la categoria comunicazione

La notte stellata: l’arte come sogno

Se proviamo a chiudere gli occhi e a lasciarci trasportare dal corso delle immagini che appaiono alla nostra mente, ci accorgiamo che ci sono opere d’arte che restano come sospese in un’atmosfera da sogno. E’ il grande talento in grado di farci sognare, di trasportare i nostri pensieri al di là di ogni limite razionale.

La “notte stellata” di Van Gogh è una di queste opere. Sembrano pochi tratti di pennello, eppure quell’accostamento di colori, di forme, di linee, di movimenti esprime il desiderio di un modo sognato, desiderato, ricercato. E non è forse un modo esterno. Si tratta di una dimensione interiore rappresentata in quella notte con tratti semplici e suggestivi.

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Il villaggio globale nel terremoto ad Haiti

Le immagini che tutti abbiamo visto alla televisione hanno un carattere sconvolgente. Ma a parte l’ovvio dramma che ci è stato proposto, a parte la considerevole tragedia di un Paese devastato, altre sensazioni si sono insinuate nello sguardo attonito dei telespettatori. Ci si sente di più membri di un un unico grande (o piccolo) villaggio globale, in cui veramente le differenze e le lontananze non possono fare da spartiacque fra il mondo dei ricchi e il mondo dei poveri.

Forse i mezzi di comunicazione di massa svolgono un ruolo fondamentale in questo senso, nel farci sentire parte integrante di una comunità mondiale e nel meterci di fronte alle conseguenze che gli uomini sono costretti ad affrontare, in qualunque parte del nostro pianeta essi vivano. Ma non è solo un’impressione provocata dai giornali o dalla televisione o da internet.

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Fede o ostentazione?

fedeAccade spesso. Di volta in volta in televisione, soprattutto nei salotti pomeridiani, si alternano diversi personaggi famosi che parlano al vasto pubblico dei telespettatori delle loro conversioni religiose. Se la televisione è uno strumento che intende promuovere la spettacolarizzazione, anche la fede si situa al centro di un processo mediatico, che si presenta più che altro ostentato.

La dimensione alla quale rimanda la fede è intima e interiore e mal si coniuga con un tentativo di teatralizzazione che lascia alquanto perplessi. Come è possibile sacrificare tutto in nome dell’audience? Ci sono emozioni, esperienze, sensazioni, che non possono essere portati in televisione, senza intaccare la loro natura.

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La tecnologia è anche magia

tecnologiaCongegni elaborati, macchine stratosferiche, invenzioni inimaginabili, così perfettamente architettate da sembrare mosse da forze magiche piuttosto che principi scientifici. Il limite tra scienza e magia è in realtà agli occhi dell’uomo più sottile di quanto immaginiamo.

Microrobot che entrano nel nostro corpo e si integrano con esso, collegamento generale con tutto e con tutti attraverso la rete, dispositivi che ci permettono di disporre in tempo reale delle informazioni di cui abbiamo bisogno. Non parliamo poi delle strutture tecnologiche che usiamo quotidianamente per tutte le nostre esigenze.

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La speranza in un Paese migliore

conoscenzaE’ questa la conclusione dell’editoriale di Riccardo Luna che è stato pubblicato sul numero di Wired di Ottobre. La speranza di avere un Paese migliore non è riferita, come si potrebbe pensare, a concetti astratti o chissà quali trasformazioni che dovrebbero essere apportate.

Si tratta soltanto di fornire un laptop a tutti i bambini che frequentano la scuola elementare. Quello che colpisce maggiormente dell’articolo è che, al contrario di quanto si possa pensare, la spesa in questione non raggiunge livelli così elevati, se si fa il paragone con altri esborsi di denaro. Prosegui la lettura »

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La multiculturalità è una costruzione

coloriSpesso si parla di multiculturalità e di integrazione, ma a volte non ci si rende conto di come si tratta di concetti astratti che rischiano di restare lontani dalla nostra esperienza diretta, se non dalle nostre concezioni mentali. Poi una sera si apprende dalla televisione di un tragico omicidio commesso dal padre originario di un altro Paese ai dannni di una figlia diciottenne “colpevole” di amare un ragazzo italiano e di rifiutare le regole volute dalla tradizione.

Di fronte a casi del genere non si può che sospendere il giudizio e incentrare la riflessione sul fatto che le differenze culturali dovrebbero essere il punto di partenza di una costruzione e non della fine di una vita. Possiamo addossare le colpe alla televisione e agli altri organi di informazione che raramente ci parlano delle diversità culturali come occasione di ricchezza e di crescita,

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Il filtro d’amore serve ancora?

astrologyUna volta si usava il filtro d’amore, che si caratterizzava come un potente strumento nelle mani di streghe e fattucchiere, alle quali si rivolgevano persone in cerca di qualcuno che le aiutasse a far innamorare di sè persone che rivolgevano i loro sentimenti verso altre agognate mete.

Oggi ci sono altri metodi, soprattutto in un’epoca come la nostra in cui i sentimenti si sono ridotti ad uno spazio piccolo piccolo nella vita di ognuno di noi. Ritmi frenetici, divertimento assicurato, distrazioni a non finire. E il filtro magico sembra non aver più motivo di esistere.

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L’abbandono dei blog

logo_blog_genericoSecondo i dati riportati da Technorati per il 2008 il 95% dei blog presenti in rete non è stato aggiornato negli ultimi quattro mesi e si trova in uno stato di abbandono. Tutto ciò sarebbe dovuto soprattutto al venir meno dell’entusiasmo iniziale col quale si intraprende la creazione di uno spazio internet personale e alla trasformazione del web, che si è arricchito di nuovi servizi molto gettonati dagli utenti, in particolare i social network.

Questi ultimi sono in grado di offrire una comunicazione più immediata e soprattutto incentrata sulla brevità dei contenuti. Sembra infatti che gli internauti non abbiano voglia e pazienza di leggere i post di una certa lunghezza, ma si dilettino maggiormente a fruire di un tipo di interazione basata sull’istantaneo.

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Storia di una metafora: perché si dice “Avere uno scheletro nell’armadio”

pagineStrumenti utilissimi per chi vuole scrivere e soprattutto per chi vuole cimentarsi col linguaggio poetico sono le metafore, che, assieme a tutte le altre figure retoriche e agli elementi metrici e stilistici, contribuiscono a creare quello scarto dal linguaggio consueto, che costituisce il tratto distintivo e allo stesso tempo la sostanza del linguaggio poetico.

Avere uno scheletro nell’armadio” è fra le metafore più usate sia nella lingua scritta che in quella parlata e denota una tendenza tipica del linguaggio (specialmente di quello letterario) di associare menzogna e inganno con immagini terrifiche, in questo caso lo scheletro. L’espressione indica il tenere nascosto agli occhi altrui un comportamento o un fatto verificatosi nel passato che potrebbe essere oggetto di disapprovazione o fonte di danneggiamento della propria reputazione.

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Quando comunicare è anche informare

giornaliAttraverso i telegiornali, i giornali, le news via radio o via internet la comunicazione espleta un obiettivo fondamentale: informare su ciò che accade. La comunicazione si mette a disposizione di quanti vogliono sapere ed esercita un ruolo di primaria importanza. Ciò su cui intendo riflettere sono le modalità attraverso le quali avviene questa forma particolare di comunicazione che è l’informazione.

Spesso le informazioni ci propongono una visione del reale che ci aiuta a comprendere maggiormente il mondo in cui viviamo, ma non sempre tutto funziona in modo completo ed esaustivo. Ci si accorge spesso che l’informazione si concentra per determinati periodi su certi aspetti della realtà, che troppo presto vengono dimenticati e avvolti dal silenzio, per dare spazio ad altre questioni più attuali ed urgenti.

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