Archivio per la categoria letteratura

I cari vecchi libri di carta

A quanto pare in occasione delle recenti festività le vendite del Kindle hanno raggiunto livelli davvero sorprendenti. Un successo inaspettato per i libri in formato elettronico. Ma i libri di carta? Non sembra essere stata resa giustizia ad un prodotto che da secoli si configura come uno dei più venduti e dei più utili in ambito commerciale.

Non è solo una questione di mercato o di utilità intrinseca. E’ anche una questione di piacere. Entrare in una libreria e girare per gli scaffali curiosando, immergendosi in un mondo fatto di storie e di parole scritte sulla carta è quasi come vivere un sogno.

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Alda Merini: devo liberarmi del tempo

cateneAlda Merini se n’è andata e L’Argonauta vuole ricordarla con questa poesia che ci permette di farci riflettere su come possa essere inteso il passato. Il titolo di questa poesia è “Il mio passato” e una donna dal passato tormentato preferirebbe non ricordarlo.

Con franchezza e con semplicità questa poesia appare come una sorta di confessione. Tacita e sincera è una rivelazione. E’ come se la poetessa ci stesse confidando che lo specchio dei ricordi non sempre riflette serenità e nostalgia, ma a volte può diventare una trappola. Una gabbia della mente e del cuore, delle esperienze e delle emozioni. Prosegui la lettura »

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Chi sono gli uomini buoni?

tramontoSeneca nella sua opera sulla Provvidenza afferma che agli uomini buoni non possono capitare le avversità, in quanto le due cose sono incompatibili. Non è possibile mescolare il buono con il cattivo. Eppure questa considerazione potrebbe essere smentita dall’evidenza che fa vedere ogni giorno come gli uomini buoni devono affrontare ogni genere di difficoltà.

Ma secondo Seneca le avversità sono degli esercizi per gli uomini che le sanno affrontare con prontezza e con forza. Gli dei fanno in modo che l’uomo buono possa mantenersi in allenamento, possa essere temprato dalle avversità e progredire nel suo percorso di crescita.

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Storia di una metafora: perché si dice “Avere uno scheletro nell’armadio”

pagineStrumenti utilissimi per chi vuole scrivere e soprattutto per chi vuole cimentarsi col linguaggio poetico sono le metafore, che, assieme a tutte le altre figure retoriche e agli elementi metrici e stilistici, contribuiscono a creare quello scarto dal linguaggio consueto, che costituisce il tratto distintivo e allo stesso tempo la sostanza del linguaggio poetico.

Avere uno scheletro nell’armadio” è fra le metafore più usate sia nella lingua scritta che in quella parlata e denota una tendenza tipica del linguaggio (specialmente di quello letterario) di associare menzogna e inganno con immagini terrifiche, in questo caso lo scheletro. L’espressione indica il tenere nascosto agli occhi altrui un comportamento o un fatto verificatosi nel passato che potrebbe essere oggetto di disapprovazione o fonte di danneggiamento della propria reputazione.

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Giusy Ferreri, una storia vera: un successo per L’Argonauta

ferreriQuesto portale è nato meno di un anno fa e a piccoli passi si è avviato per la sua strada, cercando di costruire e portare avanti un progetto che possa progredire giorno per giorno con umiltà e determinazione. Internet è un grande strumento di comunicazione, in grado di mettere in contatto le persone oltre le distanze e capace di farci sentire membri di una comunità più ristretta.

Il web è in grado di facilitare gli scambi fra gli individui e di favorire la circolazione delle idde, in modo che esse possano raggiungere dei fruitori anche lì dove non ci si aspetterebbe mai di arrivare. E’ quello che è successo a questo portale, che è riuscito a riscuotere una soddisfazione che per noi della redazione si è rivelata una vera e propria sorpresa.

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I libri si parlano tra loro

libri_cUmberto Eco nelle “Postille a Il nome della rosa” del 1983 afferma: “esistono idee ossessive, non sono mai personali, i libri si parlano tra loro…”. Chi vuole approcciarsi al mondo della scrittura non può esimersi dal considerare che una regola fondamentale per prepararsi a scrivere è leggere. La lettura serve ad implementare le nostre idee, a creare una sorta di flusso di informazioni, di concetti, di formazione di pensieri.

Leggere è necessario per preparare la nostra mente alla creazione. L’immagine usata da Eco, quella della reciproca comunicazione tra i libri, rende bene l’idea del fertile terreno brulicante di spunti che rappresenta la lettura per uno scrittore. Naturalmente non si tratta di riprendere idee altrui nell’ottica di una mera riproposizione di esse, ma semplicemente si tratta di creare una predisposizione alla rielaborazione di contenuti, che, confondendosi col nostro vissuto emotivo, portano alla produzione scritta.

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Tramontata è la luna

luna-087-irisIn questa struggente poesia di Saffo, “Tramontata è la luna“, assistiamo ad una scena notturna meravigliosa, che evoca i fantasmi del nostro inconscio, offrendoci sensazioni straordinarie.

Tramontata è la luna
e le Pleiadi a mezzo della notte
anche giovinezza già dilegua,
e ora nel mio letto resto sola.

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Mille splendidi soli

locandina-mille-splendidi-soliDopo “Il cacciatore di AquiloniKhaled Hosseini ci ha regalato un altro capolavoro. Si tratta di “Mille splendidi soli“, ambientato come la sua prima opera in Afghanistan, di cui il romanzo segue le tormentate vicende storiche.

Questa volta si tratta della storia di due donne: Mariam e Laila. Le separano alcuni anni di età e la seconda entrerà in scena dopo. Prima assistiamo alle vicende di mariam, figlia di un uomo ricco, ma di una madre non degna di essere presa in sposa e per questo motivo di vergogna anche lei, costretta a crescere insieme alla madre lontano da tutto e da tutti.

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Natale

nataleL’Argonauta vi propone la lettura della poesia “Natale” di Giuseppe Ungaretti. Come al solito il testo sarà un’occasione per riflettere su quello che la vostra interiorità vi suggerisce, un canale di comunicazione fra la coscienza e l’inconscio.

Natale
Napoli il 26 dicembre 1916

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Il treno tarderà di almeno un’ora

Per lo spazio dedicato alla poesia come mezzo di comunicazione con la nostra interiorità L’Argonauta propone oggi “Il treno tarderà di almeno un’ora” di Sandro Penna.

Il treno tarderà di almeno un’ora.
L’acqua del mare si fa più turchina.
Sul muro calcinato il campanello
casalingo non suona. La panchina
di ferro scotta al sole. Le cicale
sono le sole padrone dell’ora.

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