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	<title>L'Argonauta</title>
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	<description>Navigazione nell'umano</description>
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		<title>La notte stellata: l&#8217;arte come sogno</title>
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		<pubDate>Tue, 02 Feb 2010 20:42:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giorgio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Se proviamo a chiudere gli occhi e a lasciarci trasportare dal corso delle immagini che appaiono alla nostra mente, ci accorgiamo che ci sono opere d&#8217;arte che restano come sospese in un&#8217;atmosfera da sogno. E&#8217; il grande talento in grado di farci sognare, di trasportare i nostri pensieri al di là di ogni limite razionale.
La [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://largonauta.altervista.org/wp-content/uploads/2010/02/notte.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1301" title="notte" src="http://largonauta.altervista.org/wp-content/uploads/2010/02/notte.jpg" alt="" width="200" height="159" /></a>Se proviamo a chiudere gli occhi e a lasciarci trasportare dal corso delle <strong>immagini</strong> che appaiono alla nostra mente, ci accorgiamo che ci sono opere d&#8217;arte che restano come sospese in un&#8217;atmosfera da sogno. E&#8217; il grande <strong>talento</strong> in grado di farci sognare, di trasportare i nostri pensieri al di là di ogni limite razionale.</p>
<p>La &#8220;<strong>notte stellata&#8221;</strong> di <strong>Van Gogh</strong> è una di queste opere. Sembrano pochi tratti di pennello, eppure quell&#8217;accostamento di colori, di forme, di linee, di movimenti esprime il desiderio di un modo sognato, desiderato, ricercato. E non è forse un modo esterno. Si tratta di una <strong>dimensione interiore</strong> rappresentata in quella notte con tratti semplici e suggestivi.</p>
<p><span id="more-1300"></span></p>
<p>In fin dei conti l&#8217;arte è questo: fuggire per un attimo dalla realtà e rifugiarsi nell&#8217;<strong>istante di un sogno</strong>. Utopia o forse semplicemente ricerca di un mondo fantastico, che costituisce l&#8217;essenza dell&#8217;uomo. L&#8217;arte come abbandono a un sistema di <strong>input che emergono dal profondo</strong> di noi stessi e ci danno l&#8217;idea di ciò che siamo veramente.</p>
<p>Informazioni in sequenza che suggeriscono <strong>linee interiori</strong>. E&#8217; questo ciò che delinea questo dipinto. Proprio come se prendessimo un pennello e in pochi istanti, con maestria, con pochi tratti, riuscissimo a tracciare il profilo di una notte, <strong>il profilo di noi stessi</strong>. Come si vede in questo video.</p>
<p><object type="application/x-shockwave-flash" style="width:425px; height:355px;" data="http://www.youtube.com/v/NNRJa-a24IE&amp;feature=related&amp;rel=1&amp;color1=0x5d1719&amp;color2=0xcd311b&amp;border=1"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/NNRJa-a24IE&amp;feature=related&amp;rel=1&amp;color1=0x5d1719&amp;color2=0xcd311b&amp;border=1" /></object></p>
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		<title>Il villaggio globale nel terremoto ad Haiti</title>
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		<pubDate>Thu, 21 Jan 2010 19:10:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giorgio</dc:creator>
				<category><![CDATA[attualità]]></category>
		<category><![CDATA[comunicazione]]></category>
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		<description><![CDATA[Le immagini che tutti abbiamo visto alla televisione hanno un carattere sconvolgente. Ma a parte l&#8217;ovvio dramma che ci è stato proposto, a parte la considerevole tragedia di un Paese devastato, altre sensazioni si sono insinuate nello sguardo attonito dei telespettatori. Ci si sente di più membri di un un unico grande (o piccolo) villaggio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://largonauta.altervista.org/wp-content/uploads/2010/01/cielo.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1292" title="cielo" src="http://largonauta.altervista.org/wp-content/uploads/2010/01/cielo.jpg" alt="" width="200" height="150" /></a>Le <strong>immagini</strong> che tutti abbiamo visto alla televisione hanno un carattere sconvolgente. Ma a parte l&#8217;ovvio dramma che ci è stato proposto, a parte la considerevole tragedia di un Paese devastato, altre sensazioni si sono insinuate nello sguardo attonito dei telespettatori. Ci si sente di più membri di un un unico grande (o piccolo) <strong>villaggio globale</strong>, in cui veramente le differenze e le lontananze non possono fare da spartiacque fra il mondo dei ricchi e il mondo dei poveri.</p>
<p>Forse i <strong>mezzi di comunicazione</strong> di massa svolgono un ruolo fondamentale in questo senso, nel farci sentire parte integrante di una comunità mondiale e nel meterci di fronte alle conseguenze che gli uomini sono costretti ad affrontare, in qualunque parte del nostro pianeta essi vivano. Ma non è solo un&#8217;impressione provocata dai giornali o dalla televisione o da internet.</p>
<p><span id="more-1291"></span></p>
<p>In realtà alle soglie di un nuovo decennio ci sentiamo parte di un mondo che ha <strong>allargato i suoi confini</strong> e chi appresta a diventare di tutti, in una prospettiva collettiva che ci aiuta a comprendere maggiormente e più a fondo la nostra <strong>natura umana</strong> di individui che devono prepararsi ad affrontare sfide mondiali, planetarie.</p>
<p>Il futuro dell&#8217;uomo è in mano ad una generazione di viventi che ha a disposizione <strong>nuovi strumenti per capire</strong>. L&#8217;uso che di questi strumenti si vuole fare è in mano a noi. Non è l&#8217;egoismo l&#8217;ostacolo principale ad un uso appropriato di queste risorse. E&#8217; la <strong>mancanza di consapevolezza</strong> che non ci aiuta a capire cosa vuol dire veramente villaggio globale.</p>
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		<title>I cari vecchi libri di carta</title>
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		<pubDate>Fri, 08 Jan 2010 13:35:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giorgio</dc:creator>
				<category><![CDATA[letteratura]]></category>
		<category><![CDATA[tecnologia]]></category>
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		<description><![CDATA[A quanto pare in occasione delle recenti festività le vendite del Kindle hanno raggiunto livelli davvero sorprendenti. Un successo inaspettato per i libri in formato elettronico. Ma i libri di carta? Non sembra essere stata resa giustizia ad un prodotto che da secoli si configura come uno dei più venduti e dei più utili in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://largonauta.altervista.org/wp-content/uploads/2010/01/libri.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1287" title="libri" src="http://largonauta.altervista.org/wp-content/uploads/2010/01/libri.jpg" alt="" width="200" height="150" /></a>A quanto pare in occasione delle recenti festività le vendite del <strong>Kindle</strong> hanno raggiunto livelli davvero sorprendenti. Un successo inaspettato per i libri in formato elettronico. Ma i <strong>libri di carta</strong>? Non sembra essere stata resa giustizia ad un prodotto che da secoli si configura come uno dei più venduti e dei più utili in ambito commerciale.</p>
<p>Non è solo una questione di mercato o di utilità intrinseca. E&#8217; anche una questione di <strong>piacere</strong>. Entrare in una libreria e girare per gli scaffali curiosando, immergendosi in un mondo fatto di storie e di parole scritte sulla carta è quasi come vivere un sogno.</p>
<p><span id="more-1286"></span></p>
<p>Tutto questo è un processo in grado di arricchire e di far crescere. E&#8217; una questione di profumi, di sensazioni e di <strong>emozioni</strong> che solo i libri di carta riescono a dare. Con un Kindle a portata di mano è difficile compiere questo processo di immersione della mente in un mondo fatto di storie.</p>
<p>Di certo tutto diventa più pratico e funzionale. Ma per una volta forse è meglio fare a meno della comodità per non rinunciare alla luce di una lampada, all&#8217;<strong>inchiostro</strong>, alle dita che sfiorano le pagine, ai pensieri impressi su un materiale concreto che continua ad affascinare.</p>
<p>L&#8217;<strong>uomo tecnologico</strong> non può fare a meno della sua essenza di uomo che continua a credere nei libri di carta.</p>
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		<title>Scherzi telefonici: l&#8217;intrattenimento della Mente Contorta</title>
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		<pubDate>Wed, 30 Dec 2009 16:21:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giorgio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Navigando per le &#8220;acque&#8221; abbondanti e variegate del web, l&#8217;Argonauta si è imbattuto negli scherzi telefonici della Mente Contorta, un personaggio direi frutto della creazione di un ragazzo di nome Francesco, che in modo simpatico ed alternativo si cimenta in scherzi telefonici molto divertenti.
Un&#8217;idea semplice e originale che si presta in maniera efficace ad interagire [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Navigando per le &#8220;ac<a href="http://largonauta.altervista.org/wp-content/uploads/2009/12/telefono.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1281" title="telefono" src="http://largonauta.altervista.org/wp-content/uploads/2009/12/telefono.jpg" alt="telefono" width="200" height="150" /></a>que&#8221; abbondanti e variegate del web, <strong>l&#8217;Argonauta</strong> si è imbattuto negli <strong>scherzi telefonici</strong> della <strong>Mente Contorta</strong>, un personaggio direi frutto della creazione di un ragazzo di nome Francesco, che in modo simpatico ed alternativo si cimenta in scherzi telefonici molto divertenti.</p>
<p>Un&#8217;idea semplice e originale che si presta in maniera efficace ad interagire con la <strong>diffusione su internet</strong>, per diventare una vera e propria forma di spettacolo e di <strong>intrattenimento</strong> per chi, invece della solita tv, vuole fruire dei contenuti fai da te, ma sensazionali, che solo internet è in grado di offrire nei suoi traguardi di <strong>condivisione</strong>.</p>
<p><span id="more-1279"></span></p>
<p>Sarà che effettivamente il web sta per superare la <strong>televisione</strong>? In ogni caso passare un po&#8217; di tempo a guardare questi scherzi realizzati con buon gusto e un certo stile si rivela davvero un modo gradevole per tascorrere  il nostro tempo. Provare per credere. Sono le cose più <strong>intuitive</strong> che spesso riescono a colpire.</p>
<p><object type="application/x-shockwave-flash" style="width:425px; height:355px;" data="http://www.youtube.com/v/qt3zOVPflpg&amp;rel=1&amp;color1=0x5d1719&amp;color2=0xcd311b&amp;border=1"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/qt3zOVPflpg&amp;rel=1&amp;color1=0x5d1719&amp;color2=0xcd311b&amp;border=1" /></object></p>
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		<title>I regali di Natale: scatoloni o buone intenzioni?</title>
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		<pubDate>Mon, 07 Dec 2009 13:55:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giorgio</dc:creator>
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		<category><![CDATA[curiosità]]></category>
		<category><![CDATA[il regalo più grande]]></category>
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		<description><![CDATA[E&#8217; cominciata la corsa sfrenata ai regali di Natale. Le ultime notizie appaiono rassicuranti, perchè insistono sul fatto che il peggio della crisi è passato e che l&#8217;economia mostra segni di ripresa. Qundi ci possiamo abbandonare ai nostri istinti consumistici. Ma le famiglie italiane sono davvero così imprudenti come si vuol fare credere?
Si dimostra prudenza [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://largonauta.altervista.org/wp-content/uploads/2009/12/regalinatale.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1273" title="regalinatale" src="http://largonauta.altervista.org/wp-content/uploads/2009/12/regalinatale.jpg" alt="regalinatale" width="200" height="150" /></a>E&#8217; cominciata la corsa sfrenata ai <strong>regali di Natale</strong>. Le ultime notizie appaiono rassicuranti, perchè insistono sul fatto che il peggio della crisi è passato e che l&#8217;economia mostra segni di ripresa. Qundi ci possiamo abbandonare ai nostri <strong>istinti consumistici</strong>. Ma le famiglie italiane sono davvero così imprudenti come si vuol fare credere?</p>
<p>Si dimostra prudenza da più parti, affermando che le <strong>famiglie</strong> non osano rischiare. D&#8217;altronde come si può non pensare altrimenti? Come si può rischiare di <strong>spendere</strong> troppo per oggetti spesso mai utilizzati e che vanno a riempire armadi, scatoloni o soffitte. Il regalino di Natale può essere anche una buona idea.</p>
<p><span id="more-1272"></span></p>
<p>L&#8217;importante è non esagerare, pensando che il lusso possa compensare un desiderio di vicinanza e <strong>calore familiare</strong>, che non si riesce ad intravedere in altri segni che in ogni caso il Natale porta con sè. E se la <strong>solitudine</strong> per le feste natalizie diventa quasi un peso, perchè è &#8220;impossibile&#8221; non avere nessuno con cui scambiarsi un regalo, forse non bisognerebbe dimenticare che le <strong>buone intenzioni</strong> sono quelle che contano veramente.</p>
<p><object type="application/x-shockwave-flash" style="width:425px; height:355px;" data="http://www.youtube.com/v/d3MvacAiXqM&amp;rel=1&amp;color1=0x5d1719&amp;color2=0xcd311b&amp;border=1"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/d3MvacAiXqM&amp;rel=1&amp;color1=0x5d1719&amp;color2=0xcd311b&amp;border=1" /></object></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Fede o ostentazione?</title>
		<link>http://largonauta.altervista.org/2009/11/24/fede-o-ostentazione/</link>
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		<pubDate>Tue, 24 Nov 2009 17:08:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giorgio</dc:creator>
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		<category><![CDATA[televisione]]></category>
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		<description><![CDATA[Accade spesso. Di volta in volta in televisione, soprattutto nei salotti pomeridiani, si alternano diversi personaggi famosi che parlano al vasto pubblico dei telespettatori delle loro conversioni religiose. Se la televisione è uno strumento che intende promuovere la spettacolarizzazione, anche la fede si situa al centro di un processo mediatico, che si presenta più che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://largonauta.altervista.org/wp-content/uploads/2009/11/fede.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1267" title="fede" src="http://largonauta.altervista.org/wp-content/uploads/2009/11/fede.jpg" alt="fede" width="200" height="150" /></a>Accade spesso. Di volta in volta in <strong>televisione</strong>, soprattutto nei salotti pomeridiani, si alternano diversi personaggi famosi che parlano al vasto pubblico dei telespettatori delle loro <strong>conversioni religiose</strong>. Se la televisione è uno strumento che intende promuovere la spettacolarizzazione, anche la fede si situa al centro di un processo mediatico, che si presenta più che altro ostentato.</p>
<p>La dimensione alla quale rimanda la fede è intima e interiore e mal si coniuga con un tentativo di <strong>teatralizzazione</strong> che lascia alquanto perplessi. Come è possibile sacrificare tutto in nome dell&#8217;<strong>audience</strong>? Ci sono emozioni, esperienze, sensazioni, che non possono essere portati in televisione, senza intaccare la loro natura.</p>
<p><span id="more-1266"></span></p>
<p>La televisione non può essere concepita come <strong>un grande contenitore</strong>, in cui inserire di tutto. In questo modo si rischia di fare un pasticcio, non tanto trasgredendo a regole morali, ma dando un <strong>messaggio mediatico</strong> confuso e difficile da comprendere. Se anche la fede viene messa in vetrina, si rischia di proporre un palisensto sconclusionato.</p>
<p>Ben venga la fede, ben venga la televisione, se il tutto è abbinato con quel <strong>senso del pudore</strong>, che oggi abbiamo perso per costruire <strong>un grande palcoscenico</strong>, dove tutto è spettacolo e dove niente esiste al di fuori dello spettacolo stesso. La vita non è una rappresentazione, se la trasformiamo in un evento mediatico, rischiamo di perderne il vero significato.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Quando Camilla colpisce ancora&#8230;</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Nov 2009 16:25:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giorgio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Anche questo è umano. Sembra incredibile, invece è successo veramente. Camilla Parker Bowles, duchessa di Cornovaglia, in occasione della sua visita al Freeman Family Centre di Harlesden, ha dato una colpaccio col suo fondoschiena ad un bambino che si trovava dietro di lei, mentre si chinava per baciare una bambina. A farne le spese è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://largonauta.altervista.org/wp-content/uploads/2009/11/camilla.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1262" title="BRITAIN DUCHESS WAXWORK" src="http://largonauta.altervista.org/wp-content/uploads/2009/11/camilla.jpg" alt="BRITAIN DUCHESS WAXWORK" width="200" height="147" /></a>Anche questo è umano. Sembra incredibile, invece è successo veramente. <strong>Camilla Parker Bowles</strong>, duchessa di Cornovaglia, in occasione della sua visita al Freeman Family Centre di Harlesden, ha dato una colpaccio col suo fondoschiena ad un bambino che si trovava dietro di lei, mentre si chinava per baciare una bambina. A farne le spese è stato il piccolo che si è abbandonato alle lacrime.</p>
<p>A parte le possibili ilarità sul caso e la <strong>gaffe</strong> della duchessa, che sarà ricordata come un attegiamento tipico delle più sfrenata Paperissima, una considerazione viene spontanea. In un periodo in cui la crisi economica ci tocca profondamente e le preoccupazioni per l&#8217;influenza A sono incalzanti, <strong>ridere un po&#8217; di se stessi</strong> fa proprio bene.</p>
<p><span id="more-1261"></span></p>
<p>Camilla ci ha dato l&#8217;occasione di ridere su un fatto minimo. D&#8217;altronde la vicenda non passerà alla storia, ma ha dimostrato come a volte basta poco per essere ironici. Non tutta l&#8217;informazione sarà <strong>informazione di classe</strong>, ma anche la &#8220;sederata&#8221; di Camilla è un fatto. E come tale va trattato.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title>Alda Merini: devo liberarmi del tempo</title>
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		<pubDate>Tue, 03 Nov 2009 18:04:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giorgio</dc:creator>
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		<category><![CDATA[il mio passato]]></category>

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		<description><![CDATA[Alda Merini se n&#8217;è andata e L&#8217;Argonauta vuole ricordarla con questa poesia che ci permette di farci riflettere su come possa essere inteso il passato. Il titolo di questa poesia è &#8220;Il mio passato&#8221; e una donna dal passato tormentato preferirebbe non ricordarlo.
Con franchezza e con semplicità questa poesia appare come una sorta di confessione. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://largonauta.altervista.org/wp-content/uploads/2009/11/catene1.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1257" title="catene" src="http://largonauta.altervista.org/wp-content/uploads/2009/11/catene1.jpg" alt="catene" width="200" height="131" /></a>Alda Merini</strong> se n&#8217;è andata e L&#8217;Argonauta vuole ricordarla con questa poesia che ci permette di farci riflettere su come possa essere inteso il passato. Il titolo di questa poesia è &#8220;<strong>Il mio passato</strong>&#8221; e una donna dal passato tormentato preferirebbe non ricordarlo.</p>
<p>Con franchezza e con semplicità questa poesia appare come una sorta di <strong>confessione</strong>. Tacita e sincera è una rivelazione. E&#8217; come se la poetessa ci stesse confidando che lo specchio dei ricordi non sempre riflette serenità e nostalgia, ma a volte può diventare una <strong>trappola</strong>. Una gabbia della mente e del cuore, delle esperienze e delle emozioni.<span id="more-1253"></span></p>
<blockquote><p>Spesso ripeto sottovoce<br />
che si deve vivere di ricordi solo<br />
quando mi sono rimasti pochi giorni.<br />
Quello che è passato<br />
è come se non ci fosse mai stato.<br />
Il passato è un laccio che<br />
stringe la gola alla mia mente<br />
e toglie energie per affrontare il mio presente.<br />
Il passato è solo fumo<br />
di chi non ha vissuto.<br />
Quello che ho già visto<br />
non conta più niente.<br />
Il passato ed il futuro<br />
non sono realtà ma solo effimere illusioni.<br />
Devo liberarmi del tempo<br />
e vivere il presente giacché non esiste altro tempo<br />
che questo meraviglioso istante.</p></blockquote>
<p>Il passato è un legame che impedisce di vivere. E&#8217; neraviglioso il verso &#8220;<strong>Devo liberarmi del tempo</strong>&#8220;. Suggestiva e quanto mai espressiva, questa frase non fa altro che rivelare la fragilità dell&#8217;uomo, per cui la dimensione temporale può costituire un limite, che impedisce di vivere anche il presente.</p>
<p>Al di là di ogni altra considerazione, al di là del fatto cha abbiamo perso un grande personaggio della lettaratura, le sue parole continueranno a vivere.<em> <strong>E&#8217; questo il segreto e il potere della poesia: la</strong> <strong>conquista dell&#8217;immortalità</strong></em>.</p>
<blockquote></blockquote>
]]></content:encoded>
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		<title>La tecnologia è anche magia</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Oct 2009 19:31:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giorgio</dc:creator>
				<category><![CDATA[comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[internet]]></category>
		<category><![CDATA[arthur c clarke]]></category>
		<category><![CDATA[magia]]></category>
		<category><![CDATA[tecnologia]]></category>

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		<description><![CDATA[Congegni elaborati, macchine stratosferiche, invenzioni inimaginabili, così perfettamente architettate da sembrare mosse da forze magiche piuttosto che principi scientifici. Il limite tra scienza e magia è in realtà agli occhi dell&#8217;uomo più sottile di quanto immaginiamo.
Microrobot che entrano nel nostro corpo e si integrano con esso, collegamento generale con tutto e con tutti attraverso la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://largonauta.altervista.org/wp-content/uploads/2009/10/tecnologia.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1244" title="tecnologia" src="http://largonauta.altervista.org/wp-content/uploads/2009/10/tecnologia.jpg" alt="tecnologia" width="200" height="200" /></a>Congegni elaborati, macchine stratosferiche, invenzioni inimaginabili, così perfettamente architettate da sembrare mosse da forze magiche piuttosto che principi scientifici. Il limite tra <strong>scienza e magia</strong> è in realtà agli occhi dell&#8217;uomo più sottile di quanto immaginiamo.</p>
<p><strong>Microrobot</strong> che entrano nel nostro corpo e si integrano con esso, collegamento generale con tutto e con tutti attraverso la <strong>rete</strong>, dispositivi che ci permettono di disporre in tempo reale delle informazioni di cui abbiamo bisogno. Non parliamo poi delle strutture tecnologiche che usiamo quotidianamente per tutte le nostre esigenze.</p>
<p><span id="more-1240"></span></p>
<p>C&#8217;è una famosa frase di <strong>Arthur C. Clarke</strong> che afferma</p>
<blockquote><p>Ogni tecnologia sufficientemente avanzata non è distinguibile dalla magia</p></blockquote>
<p>In effetti è vero. Le possibilità offerte dalla tecnologia sono così estese che non è facile distinguere ciò che è prodotto da principi razionali e matematici e ciò che appare velato di <strong>mistero</strong>. E non dobbiamo aspettare un futuro fantascientifico per vedere tutto questo.</p>
<p>Apparecchi tecnologici in grado di cambiare il mondo, capaci di destare la nostra meraviglia e di farci capire che il mondo è cambiato in seguito ad una <strong>rivoluzione</strong> che prima di essere tecnologica si rivela come culturale.</p>
<p>Guardare la realtà con occhi nuovi significa saper fruire in modo consapevole delle opportunità offerte dalla tecnologia. Ma il punto fondamentale è che raggiungere questa consapevolezza implica un percorso di avvicinamento che richiede pari diritti e <strong>uguglianza</strong> di possibilità offerte.</p>
<p>Solo in questo modo si può arrivare a comprendere la differenza fra un mondo magico e un mondo tecnologico. Fare in modo che le spiegazioni siano a portata di mano e <strong>accessibili</strong>. E&#8217; questo ciò su cui l&#8217;umanità deve puntare, se vuole vivere in una dimensione di vivibilità sostenibile.</p>
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		<title>Chi sono gli uomini buoni?</title>
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		<pubDate>Mon, 05 Oct 2009 19:47:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giorgio</dc:creator>
				<category><![CDATA[letteratura]]></category>
		<category><![CDATA[economia]]></category>
		<category><![CDATA[istituzioni]]></category>
		<category><![CDATA[la provvidenza]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[potere]]></category>
		<category><![CDATA[seneca]]></category>

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		<description><![CDATA[Seneca nella sua opera sulla Provvidenza afferma che agli uomini buoni non possono capitare le avversità, in quanto le due cose sono incompatibili. Non è possibile mescolare il buono con il cattivo. Eppure questa considerazione potrebbe essere smentita dall&#8217;evidenza che fa vedere ogni giorno come gli uomini buoni devono affrontare ogni genere di difficoltà.
Ma secondo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://largonauta.altervista.org/wp-content/uploads/2009/10/tramonto.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1231" title="tramonto" src="http://largonauta.altervista.org/wp-content/uploads/2009/10/tramonto.jpg" alt="tramonto" width="200" height="133" /></a>Seneca</strong> nella sua opera sulla <strong>Provvidenza</strong> afferma che agli uomini buoni non possono capitare le avversità, in quanto le due cose sono incompatibili. Non è possibile mescolare il buono con il cattivo. Eppure questa considerazione potrebbe essere smentita dall&#8217;evidenza che fa vedere ogni giorno come gli uomini buoni devono affrontare ogni genere di difficoltà.</p>
<p>Ma secondo Seneca le <strong>avversità</strong> sono degli esercizi per gli uomini che le sanno affrontare con prontezza e con forza. Gli dei fanno in modo che l&#8217;uomo buono possa mantenersi in allenamento, possa essere temprato dalle avversità e progredire nel suo percorso di crescita.</p>
<p><span id="more-1228"></span></p>
<p>Seneca scrive:</p>
<blockquote><p>&#8220;Perchè capitano molte avversità agli uomini buoni?&#8221; Nessun male può capitare all&#8217;uomo buono: non si mescolano i contrari&#8230;Non dico che non le sente, ma le vince e, normalmente pacifico e tranquillo, insorge contro ciò che lo assale. Tutte le avversità le considera esercizi.</p></blockquote>
<p>Ma <strong>chi sono gli uomini buoni?</strong> Gli onesti, i giusti, coloro che non commettono empietà, coloro che rispettano gli altri e contribuiscono al miglioramento della società. Certo Seneca aveva ragione nella sua prospettiva di pensiero. Ma il punto, ieri come oggi, è comprendere se è possibile identificare una categoria di uomini definibili come buoni, col termine che Seneca stesso usa.</p>
<p>Corruzione, utilitarismo, potere indiscriminato, discriminazione, intolleranza. Sono i questi i <strong>mali sociali</strong>, che rendono difficili i rapporti umani. I mali sociali hanno molte forme e oggi come in passato non fanno che mettere a rischio la convivenza umana.</p>
<p>Eppure nel volto degli uomini umili, lontani dagli intrighi del potere, forse possiamo riconoscere gli uomini buoni di Seneca. Il <strong>potere</strong> ha assunto ormai dimensioni e conformazioni disumanizzanti. Non si tratta di non credere nelle buone intenzioni di chi compie il proprio dovere, di chi cerca di porre rimedio ai mali della società.</p>
<p>Il punto è che la lezione che Seneca ci dà è ancora profondamente attuale e ci spinge ad interrogarci su una questione sociale che non facilmente è possibile distinguere, soprattutto finchè il <strong>verticalismo delle istituzioni</strong> e i <strong>sistemi</strong> economici, politici, deterministici, irraggiungibili continueranno a darci l&#8217;illusione di essere tutti uomini buoni, mentre non siamo altro che pedine di meccanismi.</p>
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